Counseling Nutrizionale
“Il counseling è un processo che, attraverso il dialogo e l’interazione, aiuta le persone a risolvere e gestire problemi e a prendere decisioni; esso coinvolge un “cliente” e un “counselor”. Il primo è un soggetto che sente il bisogno di essere aiutato, il secondo è una persona esperta, imparziale, non legata al cliente, addestrata all’ascolto, al supporto e alla guida”. (OMS, 1989)
Il vero benessere (da ben – essere = “stare bene” o “esistere bene”) coinvolge tutti gli aspetti dell’essere umano, è lo “stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non la semplice assenza di malattia o infermità” (OMS, 1948).
Per questo motivo l’essere in salute non può prescindere da una profonda conoscenza e consapevolezza di se stessi: “Tanti possono avere il mal di testa, ma ognuno ha le proprie ragioni per averlo. L’aspirina può togliere quel sintomo a tutti, ma ognuno resterà con la propria ragione del suo mal di testa. E quella ragione, prima o poi, troverà altri modi di esprimersi.” (Tiziano Terzani, Un altro giro di giostra, 2004).
Conoscenza e consapevolezza sono le condizioni base per qualsiasi processo di cambiamento: senza di queste, il cambiamento non può “avverarsi” e soprattutto non può essere duraturo nel tempo. In ambito sanitario, infatti, la letteratura scientifica evidenzia sempre più come il coaching e il counseling siano tra le tecniche più efficaci per la promozione del cambiamento verso di stili di vita più salutari.
L’unico modo per far sì che la persona arrivi a decidere di cambiare e a mettere in atto il cambiamento è farla sentire in tutto e per tutto l’attore principale del processo di cambiamento o, più in generale, il protagonista consapevole della propria vita: “… Riuscire o meno a modificare il comportamento non è solo un problema del paziente” (Miller et al., 2004); “se una persona si trova in difficoltà, il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirle cosa fare, quanto piuttosto di aiutarla a comprendere la sua situazione e a gestire il problema prendendo da sola e pienamente le responsabilità delle scelte eventuali” (Rogers, 1951).
Le tecniche di counseling nascono proprio con questo intento: “entrare strategicamente nei meccanismi decisionali del paziente, aiutarlo a trovare il suo modo per cambiare” (Bert and Quadrino, 2002) ovvero “aiutare la persona ad aiutarsi” (Di Fabio, 2003).
Le malattie croniche sono legate allo stile di vita
È fondamentale capire che spesso il mal-essere dipende dal nostro stile di vita sbagliato e da cattive abitudini in cui, oltretutto, continuiamo a ricadere, innescando un pericoloso circolo vizioso.
Le principali cause di morbilità e di morte sono cambiate drasticamente nell’ultimo secolo. Da malattie virali e trasmissibili, con sintomi in acuto e severi, si è passati a malattie non trasmissibili, croniche, silenti ma lentamente devastanti (tumori, malattie cardiovascolari, autoimmuni, diabete, ecc.) e, nonostante la letteratura scientifica abbia ampiamente dimostrato che la causa principale di queste malattie croniche degenerative sia lo stile di vita (si definiscono infatti lifestyle related disease), le persone continuano a non percepire questa realtà e credono ancora che siano i geni ad esserne la causa e che il loro destino sia, quindi, scritto fin dalla nascita.
L’epigenetica (la branca della genetica relativa allo studio delle modificazioni ereditabili), invece, parla chiaro e ci dice che l’espressione genica è influenzata da una miriade di fattori tra cui l’ambiente, la dieta, lo stress, fattori psicosociali e spirituali e, in generale, lo stile di vita della persona.
Le più grandi minacce alla salute nascono dal nostro modo di vivere, lavorare, mangiare, muoversi, dal nostro modo di relazionarci e stressarci, tutti fattori che possono essere determinanti per lo sviluppo di determinate patologie al di là della nostra “impronta genetica”.
I limiti dell’approccio medico tradizionale
L’approccio medico tradizionale (prescrittivo) non insegna alla persona a cambiare, anzi, è direttivo, imperativo: impone alla persona uno stile di vita forzato, innaturale, che il più delle volte viene percepito da questa come difficile e faticoso da attuare, tanto da perdere progressivamente la motivazione al cambiamento. La persona diviene così sempre meno aderente alla prescrizione, fino addirittura a ricadere nelle vecchie e malsane abitudini.
Lo stile di vita di una persona è la risultante di credenze, culture, valori e soprattutto di molteplici abitudini che questa acquisisce e mantiene nel tempo principalmente allo scopo di rendersi la vita più facile; il “dover cambiare” è percepito come una fonte di stress e di ansia.
Nell’approccio centrato sulla persona, invece, è la persona che riconosce i suoi disagi/problemi e si attiva per risolverli, facendo leva sulle proprie risorse.
È solo quando nasce da dentro che il cambiamento può essere vero, radicale e duraturo.
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