Intestino e patologie infiammatorie
Duemilacinquecento anni fa, quando Ippocrate affermava che “Tutte le malattie iniziano nell’intestino”, ebbe un’incredibile intuizione che solo di recente è stata pienamente confermata grazie alle nuove evidenze sulla patogenesi di molte malattie non trasmissibili che affliggono oggi l’umanità.
Queste, quali ad esempio obesità, diabete, steatosi epatica non alcolica, sindrome metabolica, malattie cardiache, autoimmuni, neuroinfiammatorie/neurodegenerative e cancro, rappresentano la prima causa di morte nel mondo e provocano più decessi della somma di tutte le altre cause.
La loro diffusione ha raggiunto proporzioni epidemiche tanto da rappresentare la sfida per la medicina del XXI secolo.
Numerosi studi e ricerche hanno dimostrato che alla base eziopatogenetica di queste malattie vi è l’infiammazione cronica di basso grado (Low Grade Inflammation) tanto che le suddette patologie vengono denominate patologie infiammatorie croniche (CID).
Cos’è l’infiammazione cronica di di basso grado o low grade inflammation alla base di tutte le patologie
A differenza dell’infiammazione acuta, che si ha come risposta fisiologica e protettiva dell’immunità innata nei confronti di microrganismi patogeni e danni tissutali, al fine appunto di riparare il danno che l’organismo ha subito, l’infiammazione cronica è “sterile” perché si ha in risposta a stimoli metabolici (non infettivi).
Questa si protrae per lungo tempo, senza portare ad un’adeguata risoluzione, anzi, la sua manifestazione diventa patologica, caratterizzata dall’attivazione di cellule immunitarie, dalla secrezione di citochine pro-infiammatorie e dalla progressione del danno tissutale.
L’ipotesi che la Low Grade Inflammation sia alla base delle CIC ha smontato definitivamente sia il paradigma gene/ambiente, iniziato circa 30 anni fa quando il Progetto Genoma Umano era agli inizi, che quello successivo sulla “troppa igiene” e scarsa esposizione a microrganismi(le persone che abbracciano uno stile di vita occidentale sono destinate a morire lentamente di CID invece di soccombere rapidamente alle malattie infettive, come sta ancora accadendo nei paesi in via di sviluppo).
Al completamento del progetto sul genoma umano ci siamo accorti che l’essere umano è geneticamente molto più rudimentale di quanto avessimo pensato in precedenza. La premessa di “un gene, una proteina, una malattia” non può spiegare la complessità dell’equilibrio tra salute e malattia e neanche l’epidemia di CID.
Ventitremila geni sono insufficienti per spiegare la fisiopatologia umana, incluso se, quando e perché sviluppiamo malattie. Piuttosto, è l’interazione tra noi come individui e l’ambiente in cui viviamo che determina il nostro “destino” clinico.
Questa interazione è fisicamente e meccanicamente regolata da interfacce biologiche che dividono il nostro corpo dall’ambiente circostante. E l’intestino, con i suoi 8-9 metri di lunghezza e 200 m2 di superficie, è la più ampia interfaccia tra il nostro corpo e il mondo esterno (microrganismi, nutrienti, inquinanti, ecc).
Non è un caso, quindi, il crescente numero di pubblicazioni scientifiche che evidenziano come alla base di questa infiammazione metabolica cronica ci siano due fattori importanti e cioè l’alterazione della composizione del microbiota intestinale (disbiosi) e l’aumentata permeabilità intestinale (leaky gut syndrom o sindrome dell’intestino gocciolante).
Cattiva alimentazione (tra cui eccesso di zuccheri semplici, grassi saturi a lunga catena, glutine e caseine), stress, traumi fisici e psicologici, fattori ambientali, fattori genetici, uso continuo e inappropriato di farmaci, infezioni, fumo, ecc. possono alterare la microflora intestinale, creare disbiosi e una quantità inappropriata di zonulina con la conseguente perdita funzionale della barriera intestinale e l’instaurarsi della leaky gut syndrom.
In queste condizioni nel torrente ematico passa tutto ciò che non dovrebbe passare cioè tutto ciò che dovrebbe essere eliminato dal corpo con le feci tra cui virus, batteri, antigeni derivati dal microbiota, endotossine e metaboliti indigeriti, metalli pesanti, muffe, contaminanti chimici innescando risposte immunitarie innate e adattative e scatenando la risposta infiammatoria.
Con il perdurare di questo processo la risposta adattativa aumenta, causando la produzione di citochine pro-infiammatorie, tra cui l’interferone gamma (IFN-γ) e TNF-α, che a loro volta causano una maggiore permeabilità stabilendo un circolo vizioso che porta a un massiccio afflusso di antigeni (Ag) dietetici e microbici che portano all’attivazione di cellule T e alla rottura della tolleranza immunologica.
A seconda della composizione genetica dell’ospite, le cellule T attivate possono rimanere all’interno del tratto gastro-enterico (GI) causando malattie infiammatorie croniche dell’intestino (IBD, IBS, ecc) o migrare ad altri organi tipo tiroide, pelle, sistema articolare o più organi causando una malattia cronica sistemica.
Oggi le evidenze scientifiche ci dicono addirittura che esiste un’importante connessione tra “leaky gut” e “leaky brain”(“cervello permeabile”), che spiega la sempre più crescente mole di persone affette da patologie neurologiche.
L’infiammazione, infatti, altera anche la permeabilità della barriera emato-encefalica (BEE) facendo sì che nel cervello arrivino sostanze indesiderate e coinvolte nella patogenesi di importanti patologie come la depressione, i disturbi dell’umore e l’ansia, la perdita di memoria, il deficit dell’attenzione, la nebbia cerebrale (brain fog) o la difficoltà di concentrazione, il declino cognitivo e l’Alzheimer.
Ecco perché oggi l’infiammazione cronica di basso grado (Low Grade Inflammation) è considerata la “Madre” di tutte le patologie.
Da nutrizionista e specialista in nutrizione clinica posso dire però che questa condizione patologica così pericolosa diventa la più “modificabile” se venisse compresa a pieno l’importanza di uno stile di vita salutare e ci si attivasse, con impegno e costanza, a perseguirlo.
Oggi la corretta alimentazione e l’attività fisica regolare sono la vera chiave per un intestino in salute (microbiota in equilibrio e mucosa non permeabile) e, quindi, l’arma vincente per una vita sana e longeva.

La dottoressa Chiara Gelli con il professor Fasano 
Durante il corso della Scuola Micriobioma
Fasano A., 2020. All disease begins in the (leaky) gut: role of zonulin-mediated gut permeability in the pathogenesis of some chronic inflammatory diseases. F1000Research, 9(F1000 Faculty Rev):69 Tilg H., Zmora N., Adolph T.E., Elinav E., 2020. The intestinal microbiota fuelling metabolic inflammation. Nature, 20:40-54.
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