Chi sono

Non c’è montagna più alta
Di quella che non scalerò
Non c’è scommessa più persa
Di quella che non giocherò
…ora

Jovanotti

Mi chiamo Chiara Gelli, sono una nutrizionista, una mamma e un’amante della vita.

Amo con passione l’arte, da quando ero piccola, soprattutto la danza classica. Fino ai venti anni la danza è stata per me “la cosa che ti cerchi nella vita”, quella dove ti senti rappresentata a pieno, ti senti viva e per la quale faresti qualsiasi cosa. E per lei ho dato e fatto di tutto, studiando in ore improponibili, allenandomi 5-6 ore al giorno, lasciando indietro amicizie e distrazioni, rialzandomi, con forza e coraggio, ogni volta che cadevo.

È stata dura, ma ho imparato che ogni caduta prepara al successo, che nella vita ogni sconfitta è la base per una nuova vittoria. Ho imparato che l’arte non fa parte della vita, ma che la vita stessa è arte, in ogni sua espressione.

Della danza amo l’armonia, ma anche il rigore e la disciplina: è lei che, per prima, mi ha insegnato che con il duro lavoro i risultati arrivano. E questo insegnamento mi ha accompagnato anche durante tutta la mia carriera universitaria: dopo la laurea, negli anni di Dottorato di Ricerca è nato Pietro, il mio primo bambino, mentre, negli anni della Specializzazione, è arrivata Camilla. 

Ho scoperto che anche un lavoro può essere passione e arte, dono verso gli altri di qualcosa di te; la biologia e la scienza dell’alimentazione, infatti, sono per me strumenti da donare agli altri come atto di cura, in un percorso di vita e di consapevolezza condiviso. 

Insieme al senso della disciplina ho sempre sentito anche un forte desiderio di miglioramento e l’ambizione di voler raggiungere uno stato di “perfetta armonia”. Forse è per questo che è nata la mia passione per tutta la scienza dell’alimentazione: durante gli anni di Specializzazione alla Facoltà di Medicina, che studiassi fisiologia, biochimica, anatomia, endocrinologia, gastroenterologia, neurologia, psicologia, il messaggio di base che mi arrivava era sempre lo stesso: il “nutrirsi bene, nel corpo e nell’anima” e il prendersi “cura di séper raggiungere e mantenere il vero stato di ben-essere

Chi ama la vita non può che desiderare questo, per se stesso e per gli altri!

Il “sentirsi bene, forte e in salute” è lo stato naturale dell’essere umano, gli eventi della vita possono poi alterare questo equilibrio innato e causare malattie. 

Per il processo di guarigione è fondamentale non focalizzarsi sulla cura dei sintomi ma andare più a fondo, fino alla radice del problema, identificando cioè i fattori che hanno rotto quell’equilibrio.

Tutti noi nella vita abbiamo la possibilità di scegliere. Tutti noi possiamo stare bene e vivere bene! Basta solo volerlo veramente e farsi guidare nel percorso di cambiamento e mantenimento del benessere.

Oggi mangiare bene può essere difficile, così come fare sport, trovare del tempo libero e gestire lo stress ma, se ci vogliamo bene, tutto si può fare, tutto può cambiare!

Alla base dell’epidemia di patologie cronico-degenerative, che sta affliggendo il 21° secolo, ci sono, in primis, lo stile di vita, la cattiva alimentazione, la sedentarietà e lo stress. Dati scientifici internazionali indicano che il 45 % dei tumori è scatenato, come concausa se non come causa unica e sola, da un pessimo regime alimentare. 

Il Prof. Philippe Lagarde, una delle più autorevoli voci dell’oncologia a livello mondiale, ha dichiarato:

“Dopo 50 anni di oncologia sul campo io non posso dire che una persona con problemi intestinali sia automaticamente destinata a sviluppare un tumore, ma posso dire con certezza che in questi cinquant’anni di oncologia non mi è mai capitato di curare un malato di tumore che non fosse affetto anche da un problema intestinale”.

Da quasi 20 anni, ormai, lavoro in ambito clinico nutrizionale, ho incontrato e incontro tante persone, anche giovani e bambini, con patologie importanti come patologie autoimmuni, dermatiti, disbiosi intestinali, obesità, diabete, tumori, stati ansiogeni-depressivi e cefalee.

Tutte queste persone, oltre alle loro condizioni patologiche, mi donano ogni volta tante storie, di tanti vissuti ed emozioni.

Guidarli in un percorso di cambiamento, verso il ben-essere, è il motivo per cui amo la mia arte, il mio lavoro.  

Ho due figli ed è per me naturale preoccuparmi dei miei pazienti, di qualsiasi età, come può fare solo una mamma.

Ma in ogni percorso dietoterapico, che io elaboro, la persona, pur nella sua complessa e affascinante unicità, è sempre al centro del percorso stesso, come unico attore principale del cambiamento: se è vero che “[…] riuscire o meno a modificare il comportamento non è solo un problema del paziente” (Miller et al., 2004) è altrettanto vero che “Se una persona si trova in difficoltà, il miglior modo di venirle in aiuto non è quello di dirle cosa fare, quanto piuttosto di aiutarla a comprendere la sua situazione e a gestire il problema prendendo da sola e pienamente le responsabilità delle proprie scelte eventuali” (Rogers, 1951).

Il processo di cambiamento verso il ben-essere è un percorso per i miei pazienti e anche per me: il mio aggiornamento scientifico continuo è il cuore del mio lavoro, capire e approfondire le mie competenze mi permette di essere efficace e aiutare davvero.

Considero ogni corso che completo, ogni testo che leggo, ogni aggiornamento non un punto di arrivo, ma di partenza.

Io sono così: dò tutta me stessa, in quello che credo e faccio ci metto cuore, testa e anima, sempre e comunque! 








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L’alimentazione è uno dei fattori che maggiormente incide sulle condizioni psico-fisiche, sullo sviluppo, sulla produttività e, più in generale, sulla qualità della vita di una persona.

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