Malattie autoimmuni

Con il termine di patologie autoimmuni si intende decine di patologie caratterizzate da una reazione anomala e “inspiegabile” del sistema immunitario, che attacca e distrugge i tessuti e organi sani del nostro organismo riconoscendoli erroneamente come estranei provocando, solitamente, alterazioni funzionali.

Tra le strutture che possono essere danneggiate ci sono: vasi sanguigni, tessuto connettivo, ghiandole endocrine (come pancreas e tiroide), articolazioni, muscoli e pelle.

In generale, sono patologie con disturbi cronici (anche se a volte possono presentare una ciclicità, alternando fasi di remissione e fasi di riacutizzazione della malattia) e che nel tempo possono portare a compromettere duramente gli organi interni.

Le patologie autoimmuni più conosciute sono:

  • celiachia
  • morbo di Basedow-Graves
  • tiroidite di Hashimoto
  • morbo di Crohn
  • rettocolite ulcerosa
  • diabete Mellito di tipo 1
  • miastenia gravis
  • sclerosi multipla
  • artrite reumatoide
  • psoriasi
  • vitiligine
  • dermato/polimiositi
  • lupus eritematoso sistemico
  • sindrome di Sjogren
  • malattia di Addison. 

Per la cura della psoriasi, dal 2018 sono Professionista Certificata del Metodo Apollo e nutrizionista di riferimento per la Toscana del metodo stesso. 

Come detto sopra, le patologie autoimmuni, sebbene colpiscono organi specifici e differenti, hanno tutte in comune il sistema immunitario “impazzito”.

Con il termine “autoimmunità”, quindi, si dovrebbe far riferimento più specificatamente ad uno “spettro di patologie autoimmuni”, che vede:

  • all’estremità inferiore individui con infiammazione leggera, con qualche sintomo infiammatorio di scarsa entità e magari a manifestazione intermittente tra cui disturbi digestivi, reflusso gastroesofageo, costipazione, colite, acne, affaticamento, irritabilità, sovrappeso; 
  • a metà individui con infiammazione conclamata con sintomi di una certa entità e ben presenti per la maggior parte dei giorni della settimana ma non da essere indice di malattia autoimmune, come forte affaticamento, frequenti problemi gastroenterici, dolori articolari e/o muscolari, depressione, asma, allergie e obesità;
  • all’estremità superiore individui con infiammazione grave e cronicizzata con sintomatologia “costante” e ben accertata e tale, quindi, da indicare una specifica condizione di autoimmunità (patologia conclamata). 

Per lo stesso motivo, la medicina tradizionale dovrebbe abbandonare la frammentazione specialistica del reumatologo per l’artrite reumatoide, del dermatologo per il lupus eritematosi, la psoriasi e la vitiligine, dell’endocrinologo per la tiroidite di Hashimoto, il morbo di Graves e il diabete, del gastroenterologo per il morbo di Crohn e la rettocolite ulcerosa, ecc. e delineare, invece, per tutte le suddette la figura dello “specialista delle malattie autoimmuni”.

Come prevenire e invertire il decorso delle malattie autoimmuni con la medicina funzionale

Con l’approccio della medicina funzionale si ha la possibilità non solo di invertire il decorso di numerose condizioni di autoimmunità ma anche di prevenirle, quando, ad esempio, in famiglia ci sono precedenti di autoimmunità (ogni patologia autoimmune ha una componente genetica).

La medicina funzionale (VEDI link…..), infatti, lavora in primis sulle origini del problema e, quindi, su quegli elementi che hanno determinato lo stato infiammatorio e fatto deragliare il sistema immunitario, in ultimo sul rafforzamento (e non sulla soppressione) del il sistema immunitario stesso.

Perché allora arrendersi ad “accettare la malattia autoimmune”, a “imparare a conviverci” e a “sperare che i farmaci funzionino e/o continuino a funzionare”?

L’intero organismo è un insieme di sistemi biologici che interagiscono tra di loro attraverso precisi meccanismi che, se ben funzionanti, contribuiscono al raggiungimento e al mantenimento dello stato di equilibrio, di salute.

L’alimentazione, lo stile di vita, i fattori ambientali e lo stress sono tutti fattori che possono alterare questo equilibrio e generare, quindi, “malessere”.

Mangiare in modo funzionale (fornendo al corpo i micro e macronutrienti di cui ha bisogno, sia dal punto qualitativo che quantitativo, e ostacolando i processi proinfiammatori e promuovendo quelli antinfiammatori), avere uno stile di vita attivo, una buona gestione dello stress, un buon sonno, vivere in un ambiente confortevole, salutare e positivo sono tutti strumenti efficaci per raggiungere e mantenere nel tempo lo stato di equilibrio e vivere, quindi, in salute, prevenendo e/o curando condizioni patologiche quali, appunto, le malattie autoimmuni.

Qual è il rapporto tra alimentazione e patologie autoimmuni

Il rapporto tra malattie autoimmuni e cibo è molto profondo.

Ippocrate (460 – 370 a. C. circa), padre della medicina, già allora disse: “Prima di guarire qualcuno chiedigli se è disposto a rinunciare alle cose che lo hanno fatto ammalare” e “Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo”.

Già, il cibo è la medicina più potente che abbiamo; non è soltanto “benzina” per il nostro corpo ma ha effetti specifici sui nostri organi.

Come spiegato sopra, per combattere l’autoimmunità è fondamentale ridurre/abbattere lo stato infiammatorio e l’alimentazione è un ottimo strumento per farlo.

Come lo si fa? Attraverso la scelta di appropriati alimenti con azione antinfiammatoria e, in particolare, l’eliminazione di quelli proinfiammatori.

Quali sono gli alimenti che favoriscono l’infiammazione e l’autoimmunità

Tra gli alimenti che favoriscono l’infiammazione (e di conseguenza l’autoimmunità) ci sono quelli che contengono:  

  • glutine: proteina presente in grano, grano, orzo, farro, segale, kamut, malto, seitan, ecc.);
  • caseine: proteine presente latte e derivati e cibi che li contengono tipo prodotti da forno, sughi, ecc.);
  • lectine e antinutrienti (come le saponine): principalmente in legumi, compresi soia e arachidi, e cereali e pseodo-cereali;
  • solanina: alcaloide contenuto principalmente nelle solenacee (pomodori, melanzane, peperoni, patate).

Gli alimenti, invece, a forte azione antinfiammatoria sono:

  • pesce azzurro (ricco di omega-3)
  • avocado
  • olive e olio extra vergine
  • olio di cocco
  • verdura a foglia verde
  • crucifere
  • burro ghee
  • carne grass fed

Ma questi sono solo alcuni degli esempi che possono essere fatti: è fondamentale ricordare che ogni persona è unica, per la sua storia, per il suo vissuto, per l’ambiente in cui vive, per come reagisce agli eventi, per il suo DNA.

Il piano alimentare deve essere, quindi, necessariamente cucito sulla persona e da un professionista altamente specializzato, che è in grado cioè di analizzare la persona a 360 gradi e prendersene cura.





Chiara Gelli avatar
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L’alimentazione è uno dei fattori che maggiormente incide sulle condizioni psico-fisiche, sullo sviluppo, sulla produttività e, più in generale, sulla qualità della vita di una persona.

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