Dimagrimento funzionale

Una “dieta” come stile alimentare quotidiano corretto, oltre il conteggio delle calorie e i sacrifici

Il nostro stato di salute non è frutto del destino ma delle scelte e delle azioni ripetute (abitudini) che compiamo ogni giorno. 

Oggi sono poche le persone che hanno uno stile di vita salutare e che riescono ad alimentarsi in modo corretto. Se ci pensiamo bene, si possono individuare principalmente due “categorie” di persone: 

  • quelle non curanti del proprio corpo, che hanno una vita sregolata, non seguono regole dietetiche e mangiano qualsiasi cosa, purché appagante e di facile preparazione e reperibilità (colazione con cornetto e cappuccino, pranzo con pasta, pane e frutta, cena con cotoletta/cordon bleu, pane e magari formaggio e/o dolcetto come “premio” di fine giornata, spuntini con merendine o snack da macchinetta con bassissimo valore nutrizionale, elevato contenuto in grassi e zuccheri e per niente sazianti);
  • quelle particolarmente attente alla propria forma fisica e alla propria immagine, che sono perennemente a dieta e mangiano poco, in modo monotono e “sciapito” (riducono in gran parte zuccheri e grassi, utilizzano quantità enormi di verdura per saziarsi, sostituiscono pasta e pane da farine raffinate con quelle integrali ed eliminano i fuori pasto e tutti gli junk foods, come se l’unica “regola” da seguire per il benessere fosse la restrizione calorica).

In entrambi i casi il corpo viene malnutrito (per eccesso nel primo caso e per difetto nel secondo) e messo nelle condizioni di non funzionare bene.

E questo accadrà finché si continuerà a credere di poter raggiungere lo stato di salute e di benessere con il mero calcolo delle calorie: a tante calorie in entrata (alimenti) devono corrispondere tante calorie in uscita (attività dispendiose).

Il nostro corpo è un sistema meravigliosamente complesso, che “ragiona” in termini di nutrienti: per ogni sua specifica funzione ha necessità di determinati nutrienti (proteine e/o carboidrati e/o grassi e/o fibre e/o vitamine e/o sali minerali).

In particolare, ogni volta che l’essere umano assume un determinato alimento il suo corpo riceve da questo una miriade di segnali che sono in grado di modulare la sua espressione genica, il suo equilibrio ormonale, le sue funzioni cognitive e psichiche, la sua risposta immunitaria e il suo ritmo circadiano.

Non solo, il suo corpo risponde a questi segnali in modo diverso nel caso in cui si trovi in un ambiente rispetto ad un altro. 

Cosa vuol dire avere una dieta corretta

Con il termine “dieta corretta”, dunque, si dovrebbe intendere uno stile alimentare quotidiano (di tutti i giorni), nutriente (che nutre il corpo in funzione delle sue esigenze), dinamico (che si plasma alle diverse situazioni) e salutare (che conferisce benessere psico-fisico).

Per questi motivi, nutrirsi in modo corretto risulta spesso molto difficoltoso e ci si limita semplicemente ad alimentarsi (assumere cibo in modo non funzionale alle esigenze del nostro corpo). 

Nasce da qui l’esigenza di affidarsi a professionisti specializzati in nutrizione che, dopo attenta anamnesi, valutazione dello stato nutrizionale e analisi degli obiettivi e dei bisogni della persona, riescono a stilare un piano nutrizionale e definire un percorso di salute ad personam (cucito su misura, proprio come un abito da sartoria) fino al raggiungimento dell’obiettivo.

Qualsiasi problematica correlata al cibo (eccesso ponderale, eccessiva magrezza, resistenza insulinica, malattie cardiovascolari, ecc) non si risolve semplicemente con la consegna del piano nutrizionale ma con il tempo, la voglia di “affidarsi” e di “mettersi in gioco”, con l’impegno, la costanza e la dedizione.

Seguire un percorso nutrizionale specialistico non significa seguire le indicazioni date in termini di alimenti sì/alimenti no e grammature, ma significa iniziare un percorso di crescita vero e proprio in cui la persona impara a nutrire il corpo invece che alimentarlo, a scegliere alimenti di qualità e che rispettano le funzionalità del corpo, impara a cucinare gli alimenti in modo salutare, a consumarli nei modi e nei tempi corretti, impara a ad avere un certo mindset, a rispettare i ritmi circadiani, a gestire lo stress, a individuare e eliminare le abitudini malsane e ad avere uno stile di vita attivo.

Se questo non accade, qualsiasi piano nutrizionale è destinato a fallire, così come accade con le innumerevoli diete fai-da-te che si trovano online o che magari ci vengono passate da amici e/o parenti, che funzionano solo inizialmente o non funzionano affatto. 

Per vivere a lungo e in salute occorre prima di tutto conoscere di cosa il corpo ha bisogno per stare bene (acquisire consapevolezza), poi tradurre quelle conoscenze in azioni e infine far diventare quelle azioni delle abitudini (azioni ripetute).

Come dimagrire in modo corretto

In particolare, se l’obiettivo è il dimagrimento, “sacrificarsi” in nome del conteggio delle calorie è certamente inutile.

Come detto sopra, il corpo non ragiona in termini di calorie ma di nutrienti e la restrizione calorica può portare sì ad una perdita di peso, ma iniziale. Dopo di che il peso va inevitabilmente in “stallo”. Il corpo, infatti, appena si accorge di essere in una situazione di carestia entra in modalità “risparmio energetico”, il metabolismo si blocca e il peso non scende più.

Inoltre, per dimagrimento non si intende solo una perdita di peso ma un vero e proprio cambiamento della composizione corporea e cioè una riduzione del grasso corporeo a favore della massa muscolare.

Infine, l’inefficacia delle diete restrittive non è solo dovuta al conteggio ossessivo delle calorie ma anche ai tantissimi “miti” che continuano a permanere nella credenza di molti e che la scienza ha ormai sfatato tra cui “ridurre i grassi fa bene” oppure “la carne fa male al cuore” o “consumare uova fa aumentare il colesterolo”. 

Per questo, la nutrizione funzionale può essere l’approccio migliore per chi intende perseguire il dimagrimento. Ci saranno alti e bassi, certo, ma i risultati saranno raggiunti e in modo duraturo.

Attraverso la nutrizione funzionale, la persona viene messa al centro del percorso ed è supportata a 360 gradi, fino al raggiungimento dell’obiettivo.

In particolare, con l’approccio funzionale, la persona riesce non solo a dimagrire ma anche a:

  • acquisire consapevolezza, del proprio corpo e dei propri bisogni;
  • acquisire quelle buone abitudini che la faranno stare bene e in salute nel tempo, senza sentirsi schiavo delle calorie e della bilancia, mangiando con gusto, consapevolezza (quando, cosa e come mangiare) e in modo funzionale alle richieste dell’organismo;
  • ad acquisire un giusto mindset e un buon equilibrio mente-corpo;
  • ad avere una buona qualità del sonno;
  • a gestire lo stress con tecniche specifiche come la meditazione e l’HRV;
  • ad avere uno stile di vita attivo;
  • ad avere la giusta integrazione, di supporto al piano nutrizionale.


Chiara Gelli avatar
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